Anche quest'anno noi di Bfood non ci siamo fatti scappare l'occasione di partecipare all'evento di Golosaria. La fiera, che si svolge ogni anno dal 2006 negli ampi spazi del MiCO Convention Center, é un'occasione d'incontro per i grandi protagonisti del gusto italiano. 

"Il gusto della colleganza" è un tema che cerca di creare un legame tra passato e futuro. Se si pensa al gusto, si accendono subito nella mente immagini del buon cibo, della tradizione. Ma non solo: il gusto è un'attitudine che si coltiva nel tempo, fatta di esperienze, di assaggi e di incontri. La colleganza è forse un concetto più criptico. In psicologia, si riferisce al rapporto che si crea tra colleghi, non solo inteso come appartenenza ad un gruppo, ma anche come partecipazione di tutti al fine di raggiungere uno scopo comune. Cercare di allacciare questi due concepts diventa di fondamentale importanza soprattutto nell'epoca post pandemia: bisogna fare in modo che produttori e botteghe si uniscano e si alleino per combattere problemi comuni e tracciare insieme la strada dell'innovazione. 

Golosaria è un momento di dialogo che si concretizza nell'area dell'Agorà, un palcoscenico dove vengono premiate le eccellenze del gusto e discutere del percorso di sviluppo del settore food and beverage. In particolare, siamo stati catturati da una conversazione tra il giornalista Paolo Massorbio e l'esperto di marketing Mario Gatti sul come raggiungere l'obiettivo della colleganza. Gatti spiega che oramai il segreto per il successo di un prodotto è quello di entusiasmare il cliente. È vero, però, che destare entusiasmo è sempre più difficile data l'immensa offerta di prodotti e la grande facilità di accesso a queste risorse.  

Come fare quindi a destare entusiasmo? Bisogna cercare un piccolo particolare di un prodotto, non ricercare la perfezione, ma possedere un elemento unico ed inimitabile, il cosiddetto colpo di genio. Questo dovrebbe avvenire attraverso la continua innovazione e ricerca, che però richiede alcuni elementi fondamentali che favoriscano la creazione di sinergie per lo sviluppo. Prima di tutto, è necessario che le imprese sappiano costruire una comunità, sia all'interno che all'esterno. In particolare, nel settore agroalimentare, la creazione di una rete di contatti e legami favorisce la qualità e la genuinità di processi e prodotti. È anche importante, però, che queste imprese siano desiderose di innovare. Non bisogna collegarsi solo per ottenere profitti o difendersi dalla competitività di altre imprese, ma per promuovere e introdurre novità insieme. Questo processo deve essere accompagnato sempre da una buona dose di realismo: analizzare i dati e il contesto d'azione é fondamentale per agire in maniera coerente e raggiungere gli obiettivi prefissati di sostenibilità, giustizia sociale, efficacia ed efficienza mantenendo una chiara visione d'insieme.
Il tema del realismo si accompagna bene a quello dell'ingerenza virtuosa: la colleganza tra i vari attori del mondo del food deve favorire un dialogo aperto e trasparente, che aiuti a correggere comportamenti incompatibili con uno sviluppo sostenibile. 

Tutto ciò, però, deve essere guidato dai leader del collegamento, capaci di mettere insieme risorse, opportunità e persone diventando capo di una comunità. Si potrebbero paragonare ad architetti sociali che uniscono una serie di attori per riuscire ad entusiasmare. 

La bottega e un po' il luogo dove avviene la colleganza. Anche durante il COVID, erano le piccole botteghe di quartiere che svolgevano la più importante funzione sociale della giornata per moltissime persone che, acquistando e portando a casa i prodotti unici della tradizione, quelli che entusiasmano, riuscivano a sentirsi vicini anche se a distanza. 

Golosaria vuole celebrare questo compito straordinario delle botteghe, e lo fa dando loro uno spazio per farsi conoscere, ma soprattutto per farsi assaggiare. L'area food e l'area wine della fiera hanno ospitato per tre giorni numerosissimi espositori che hanno potuto raccontare la loro storia e quella dei loro prodotti, scambiando idee e innovazioni non solo con il pubblico, ma anche tra di loro, creando quella comunità citata qualche riga più su. 

Nell'area show cooking le prelibatezze esposte sono state utilizzate da grandi chef per proporre nuovi abbinamenti e gusti che richiamino il senso di unione e condivisione di Golosaria.  

Come sempre, noi Bfooders non sappiamo rinunciare alla golosità e ci siamo fatti conquistare dai colori, profumi e gusti di questo evento che non smette mai di entusiasmare. 

Elena Mauro


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